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Eros e Psiche

Centuripe

Eros and Psyche, 200BC-100BC (circa), Centuripe © The Trustees of the British Museum

EROS E PSYCHE è un progetto di Renato Leotta, a cura di Claudio Gulli e Pietro Scammacca, pensato per il borgo di Centuripe e il suo paesaggio. Il progetto si manifesta come una mostra diffusa, composta da immagini archeologiche e arcaiche, dislocate nel contesto rurale e urbano del borgo ennese.

Il nome del progetto deriva da una statuetta in terracotta di Eros e Psiche che si abbracciano (circa 200 -100 a.C), ritrovata a Centuripe e attualmente parte della collezione del British Museum. Dopo un periodo di ricerca sulla singolare manifattura centuripina e la storia complessa delle vicende archeologiche legate ad essa, Leotta ha orchestrato un percorso museale en plen air composto da manifesti che rappresentano una selezione di reperti centuripini che fanno parte della collezione del British Museum, immaginando così una ipotetica sezione temporanea del Museo Archeologico Regionale.
Il progetto non è motivato da una semplice rivendicazione territoriale di questi reperti, ma vuole interrogare i modi in cui l’archeologia e il patrimonio culturale entrano a fare parte di meccanismi «identitari». Nel corso della sua storia, l’archeologia è stata spesso strumentalizzata per motivi di diplomazia culturale e come supporto a narrative coloniali. In questo caso l’intervento di Leotta propone invece una possibile forma di unione attraverso il tema della bellezza, un abbraccio che fa eco alle vicende di Amor e Psyche, tra i caratteri dell’umano e del divino.

Eros e Psiche

Questione complessa quella dei borghi: c’è il rischio di rivendicare un ritorno alla terra, come se fossimo nell’800 dei populisti russi, tutti presi a immaginarci le cose diversamente da come sono. Per riportarci a un piano di realtà, il lavoro di ricerca condotto da Renato Leotta su Centuripe si concentra sui reperti archeologici conservati al British Museum di Londra, come approccio di risistemazione di un rapporto fra un centro e una periferia. Bisogna subito dissipare i dubbi su un altro possibile equivoco: ogni rivendicazione di restituzione delle opere al contesto che le ha originate è qui assente. Sarebbe un altro immaginario “ritorno”, e invece più concreta è l’operazione che si mette qui in atto. Le fotografie scattate nei depositi del museo inglese, commissionate apposta per questa occasione, si trasformano in manifesti, vicini alle acque del Simeto, al borgo di Carcaci, all’acquedotto progettato a metà Settecento dal principe di Biscari, Ignazio Paternò Castello, fra i primi a scavare a Centuripe e a scrivere manoscritti sulla Centorbi romana.

 

La prima terracotta scelta avrebbe forse strappato un apprezzamento anche ad Antonio Canova. Amore è giunto alle spalle di Psiche, che si gira per rispondere con un bacio alla stretta amorosa. In lui c’è qualcosa di sinistro, l’irruzione ha qualcosa di furtivo. Fu acquisito nel 1836, dalla vendita di Edmé Antoine Durand, come molti degli altri reperti che oggi sono al British; altri invece pervennero al museo nel 1863, tramite George Dennis. Sono Afroditi, danzatrici, figure alate androgine o Nereidi trasportate da tritoni, ma nella selezione sono inseriti anche bronzetti e lucerne, a mappare una varietà di ritrovamenti, che di certo oggi permette a chi si interessa di cultura antica di confrontare la produzione, fittile o meno, della Centuripe romana con altri centri siciliani, della Magna Grecia, del Mediterraneo o di Cipro. A questo d’altronde servono le capitali, se uno le intende ancora come centri di ricerca e di confronto: luoghi dove andare per comprendere meglio l’intreccio di culture che genera la sintesi siciliana. Su questa linea, l’Istituto Sicilia, nato dall’incontro fra artisti, studiosi e curatori, muove i suoi primi passi.

Claudio Gulli

 

Eros e Psiche è parte di “Una Boccata d’Arte”, un progetto di Fondazione Elpis, in collaborazione con Galleria Continua.

 

Il progetto è realizzato in dialogo con la comunità del borgo di Carcaci e il British Museum di Londra, con il patrocinio della Regione Siciliana e il Comune di Centuripe. Si ringrazia il Sindaco Salvatore La Spina 

info@istitutosicilia.it